La conosci la mia testa. Non ha isolamento. È una porta scardinata e dentro ci passa tutto.
Per non affogare in mezzo a tutto questo, il mio cervello brucia energia a una frequenza insostenibile. Calcola tutto prima. E per sembrare civile, educato, uno di voi, spendo ogni singola briciola biologica a soffocare le reazioni, trattenere le risposte e mordermi la lingua.
Oggi le scorte sono a zero. Il trasformatore è saltato.
Zero dopamina. Zero filtri. Zero tolleranza.
Se oggi rispondo a scatti, se vi sbrano sulle virgole, se sembro intollerante a qualunque cosa respiri, non è cattiveria. Non è personale. Non siete voi. È un nervo esposto che reagisce così solo per non essere sfiorato.
Niente diplomazia, oggi. Niente buone maniere. Fate un passo indietro e lasciate che tutto smetta di bruciare.
«La capacità di soffrire cresce con il grado della coscienza, dove l’intelletto è più vivo, là il dolore è più acuto.»
— Arthur Schopenhauer