Tempo e Adulto2e
Per un adulto 2e, in particolare con la combinazione di Alto Potenziale Cognitivo e ADHD, il tempo è un esperienza esistenziale e neurologica complessa. Il tempo, per l’individuo 2e, non è costante, lineare e misurabile ma è una sostanza elastica, umorale e spesso nemica, caratterizzata da quella che in neuropsicologia viene definita “cecità temporale” (time blindness).
Per il cervello ADHD, la lancetta dell’ orologio non scorre bensì scatta. Il tempo è percepito come “Ora” : tutto ciò che sta accadendo in questo momento, che cattura l’attenzione, l’urgenza imminente e il “Non-Ora” : Tutto il resto. Un impegno tra tre ore, una scadenza tra due giorni o una bolletta da pagare la settimana prossima non vengono percepiti come “vicini o lontani”, ma semplicemente collocati nella categoria astratta del “non-ora”. Il paradosso è che l’individuo 2e capisce benissimo la sequenza logica del calendario e sa stimare in maniera chiara la durata di ciò che andrà a fare ma la componente ADHD gli impedisce di sentire il tempo che passa mentre agisce. La scadenza non “si avvicina gradualmente”, sembra saltare fuori all’improvviso cogliendolo alla sprovvista.
Un altro ruolo importante sulla percezione sbagliata del tempo è quello svolto dall’ alta velocità di elaborazione che fa cadere l’ adulto 2e nella trappola del “tanto ci metto poco”. L’ adulto 2e sa di avere la capacità di completare in 20 minuti un compito che a un altro richiederebbe due ore, così rimanda l’inizio del compito fino all’ultimo secondo cadendo, sistematicamente, nel suo stesso inganno cognitivo. Questo crea un ciclo continuo di procrastinazione ad alto accumulo di cortisolo, il compito viene svolto solo quando l’ansia da scadenza fornisce la carica dopaminergica necessaria per attivare l’azione, vivendo costantemente in una modalità di emergenza “last minute”.
Quando la giornata finisce e le stimolazioni esterne si spengono, l’alta velocità di pensiero si sposta sull’analisi di quanto vissuto. È il momento del rimuginio retrospettivo: l’adulto 2e avverte la dolorosa sensazione di aver corso a trecento all’ora per tutto il giorno e, contemporaneamente, di aver sprecato tempo prezioso rimanendo incastrato in blocchi o ritardi.
Per chiudere questa mappatura del tempo 2e, tra l’ansia del futuro, l’iperfocus e la sensazione di inseguire costantemente le proprie scadenze, la filosofia ci dà una chiave di lettura profonda.
Seneca affrontava la percezione umana del tempo in un modo che sembra descrivere perfettamente l’esperienza dell’ adulto 2e:
<<Non abbiamo poco tempo, ma ne perdiamo molto. La vita è abbastanza lunga e ci è stata data in misura abbondante per compiere le imprese più grandi, se fosse tutta impiegata bene>>.
Il paradosso del cervello 2e è proprio questo, non è un problema di “mancanza” di tempo o di capacità, ma di volontà nello smettere di giudicare la propria time blindness come un difetto morale e imparare a incanalare, con l’ aiuto di professionisti e tecniche adeguate, il reattore interno, le nostre energie, per fare in modo che il tempo smetta di essere un nemico da rincorrere e torni ad essere lo spazio in cui esprimere la propria complessità.